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1925-1938: l’affermazione e le prime vittorie

L’andamento del mercato motociclistico nazionale tra le due guerre registrava una crescita quasi costante. La Moto Guzzi partecipava a pieno titolo a questa crescita: nel corso degli anni ’20 la produzione annua della fabbrica di Mandello fu di circa 1500 moto, nei primi anni Trenta passò a 2500 e nella seconda metà del decennio a 5000.

Nel 1928 venne presentato il modello GT “Norge” dotata di telaio molleggiato, una novità all’inizio poco apprezzata dal mercato dell’epoca: per la prima volta una moto montava la sospensione sulla ruota posteriore. Grazie alla soluzione studiata da Carlo Guzzi e da suo fratello Giuseppe, la moto acquistava comodità permettendo lunghi viaggi, senza perdere in stabilità. La GT Norge prendeva il suo nome dal raid al circolo polare artico effettuato da Giuseppe Guzzi nello stesso anno. La moto venne realizzata in soli 78 esemplari e quindi ritirata dalla produzione.

Gli anni Trenta registrarono comunque grandi profitti, con una crescita costante nelle esportazioni dovuta – ancora una volta – alle sue affermazioni sportive a livello internazionale, anche con l’assidua partecipazione al Tourist Trophy, non coronata da successo nel 1925 e 1926, ma vittoriosa nel 1935 e nel 1937.

Nel 1930 giunse il primo motore plurifrazionato: si trattava della Quattro cilindri da competizione, dotata di motore in linea frontemarcia. In questo periodo è consuetudine da parte degli uomini della Moto Guzzi di firmare i motori che costruiscono personalmente.

A conferma del fermento tecnologico del periodo, arrivò nel 1933 la 500 Bicilindrica dotata di motore a V di 120°, che fino al 1951 dominò incontrastata i circuiti mondiali. Due anni più tardi il pilota irlandese Stanley Woods fu il primo a vincere dopo 24 anni una gara del Tourist Trophy all’Isola di Man (la gara allora più importante del mondo) su di una moto non inglese.

L’espansione assunse un ritmo frenetico e nel 1934 la Moto Guzzi era la più importante fabbrica italiana di motociclette (a soli 13 anni dalla nascita, i 17 dipendenti iniziali erano diventati 700). Le imprese sportive della Guzzi portarono alla ribalta piloti leggendari come Tenni, Lorenzetti e, negli anni a venire, RuffoAnderson.

Negli anni trenta, i due nuovi modelli presentati al pubblico furono la P 175 e la P 250, dalla quale derivano le versioni PE, PL, Egretta, Ardetta, fino a giungere, nel 1939, al celebre Airone 250, che costituirà per quasi 15 anni la moto di media cilindrata più diffusa in Italia (la produzione totale sarà di 29926 esemplari). Per i piloti privati vennero sviluppati modelli sportivi come il Condor.

Determinanti per l’ascesa della Guzzi furono senza dubbio le commesse dell’amministrazione statale. La prima tranche di Guzzi destinata all’’esercito riguardò un lotto di 245 motoleggere (175 cc) a telaio molleggiato, una GT con poche modifiche. Ma le commesse statali aumentano in vista della guerra d’Etiopia del 1935-36 e soprattutto negli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, quando Guzzi progettò un modello appositamente per l’esercito: l’Alce.