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1921-1924: le origini

Il mito della Moto Guzzi è nato dall’inventiva e dalla creatività di Carlo Guzzi, un giovane tecnico di origine milanese residente a Mandello del Lario, appassionato di moto e con conoscenze approfondite di tecnica motociclistica, tanto da aver elaborato un progetto per la costruzione di un modello assolutamente originale.

Allo scoppio della prima guerra mondiale venne chiamato come tecnico motorista nel battaglione aviatori dell’esercito italiano, dove conobbe due ufficiali piloti: Giorgio Parodi, figlio di un armatore genovese, e Giovanni Ravelli, figura nota nell’ambiente delle corse motociclistiche d’anteguerra, come corridore fra i più dotati di talento. Fra i tre commilitoni si instaurò subito grande confidenza, in nome della comune passione per le motociclette e per il volo. Carlo condivise il suo progetto e insieme decisero che, alla fine del conflitto, avrebbero dato vita ad un’azienda motociclistica basandosi sulle idee tecniche di Guzzi, sul capitale di Parodi e sulla forza propagandistica di un pilota come Ravelli. La prematura scomparsa di Ravelli in un incidente di volo non fermò l’impresa anzi, in suo onore, venne adottata un’aquila nel marchio dell’azienda.

Appena terminata la guerra, Carlo e Giorgio iniziarono a lavorare: aiutati dal fabbro del paese Giorgio Ripamonti, in una piccola officina a Mandello del Lario, nel 1919 assemblarono il primo prototipo di una moto con motore monocilindrico orizzontale di 500 cc denominata GP (Guzzi-Parodi, ma per evitare confusione con le iniziali di Giorgio Parodi, i modelli successivi verranno siglati Moto Guzzi) dotato di quattro valvole e albero di distribuzione in testa, alesaggio di 88 mm e corsa di 82mm.; la potenza erogata era di 12 cavalli, la velocità massima di 100 km/h. Rispetto agli altri costruttori, in quegli anni costantemente tesi alla ricerca delle prestazioni, il prototipo risultava razionale ed essenziale in tutte le sue componenti, per garantire innanzitutto funzionalità e affidabilità, a cominciare dalla conformazione del motore e per la struttura molto bassa del telaio.

La moto venne presentata ad Emanuele Vittorio Parodi, padre di Giorgio, il quale, dopo un primo prestito di duemila lire, accordò un finanziamento per la costituzione di un’azienda per la fabbricazione di motociclette. La Società Anonima Moto Guzzi venne costituita a Genova il 15 marzo 1921.

Dal primo prototipo venne sviluppata la Normale, il primo modello commercializzato, con 8 cavalli, una velocità massima di 80 km/h ed una percorrenza di 30 km con un litro di carburante. Prima al mondo, la Normale montava un cavalletto centrale, soluzione in seguito adottata da tutti gli altri costruttori.

La qualità e la solidità del prodotto erano certamente alla base dell’exploit della produzione Guzzi, ma una componente importante del successo fu anche l’aspetto agonistico e sportivo. Furono soprattutto ragioni commerciali che spinsero la Guzzi all’impegne nelle gare fin dal suo primo anno di vita. La preparazione di modelli sportivi e la partecipazione diretta alle gare nazionali e internazionali diventarono in breve un imperativo di mercato importante per espandere la propria produzione di serie.

Il 28 maggio 1921, al Raid Milano-Napoli, due moto del tipo Normale elaborate ottennero un ventesimo posto con Antonio Cavedini ed ventiduesimo posto con Aldo Finzi. Nello stesso anno, solo quattro mesi dopo (il 25 settembre), giunse la prima vittoria con il fratello di quest’ultimo, Gino Finzi, nella Targa Florio motociclistica in sella a una Guzzi. Fu l’inizio di una straordinaria serie di 3329 successi, 12 Tourist Trophy e 14 titoli mondiali che dal 1921 al 1957 accompagnarono l’impegno sportivo della casa di Mandello.

L’effetto promozionale delle prime aumentò le richieste. Nel 1921 vennero costruite 17 moto del modello Normale dal prezzo di 8500 lire. La produzione da artigianale divenne industriale, con la costruzione di uno stabilimento di 300 metriquadrati in cui lavoravano 17 operai.

Nel 1923 il marchio era già famoso, l’andamento degli utili positivo, si innalzò fortemente nel biennio 1925-26 per scendere notevolmente nel 1927-28. L’esperienza nelle corse si rifletteva sulla produzione di serie sia in termini qualitativi (con lo sviluppo di soluzioni tecniche d’avanguardia), che in termini di vendite: la Sport 15 si affermò tra i modelli di maggior successo.

Nel 1924 arrivò la conquista del Campionato d’Europa a Monza, dove la Moto Guzzi si piazzò al primo, secondo e quinto posto con la Corsa C 4V, un’evoluzione del prototipo originario, che verrà prodotta in serie in 486 esemplari dimostrandosi una eccellente macchina sportiva anche per i corridori privati.