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Lino Tonti

Lino Tonti (Cattolica, 16 settembre 1920 – Varese, 8 giugno 2002) è stato un progettista italiano specializzato nel settore motociclistico.

Dopo aver conseguito il diploma di perito aeronautico, nel 1937 fu assunto come disegnatore all’ufficio tecnico della Benelli, ma venne ben presto trasferito nel reparto corse, alle dirette dipendenze di Tonino Benelli.

Nel dopoguerra gli venne offerto un incarico di funzionario al Ministero dei Trasporti, ma egli preferì la libera professione che gli avrebbe consentito di soddisfare la sua grande passione per le motociclette: iniziò così un’attività tecnico-commerciale che consisteva nell’acquistare i mezzi militari residuati bellici per modificarli e convertirli all’uso civile.

Nel 1947, sfruttando le possibilità offerte dall’officina per la trasformazione dei residuati, Tonti costruì un prototipo di moto da competizione: la LinTo 75 (acronimo di Lino Tonti). L’anno successivo iniziò a progettare un avveniristico modello di scooter a ruote alte, il LinTo Cigno 125, presentato nel 1950 per proporlo alle varie case motociclistiche: visto il grande successo commerciale degli scooter a ruote alte come la Moto Guzzi Galletto, l’Aermacchi decise di acquistare il progetto e di avvalersi di Tonti per avviare la propria sezione motociclistica, che quindi si stabilì definitivamente a Varese con la famiglia.

Nel 1952 venne proposto il successivo scooter LinTo Dama 160, realizzato su base motoristica Aermacchi: tuttavia, dopo il secondo prototipo sviluppato nel 1954, la direzione aziendale decise di non metterlo in produzione.

Nel 1956 Tonti iniziò la collaborazione con la FB Mondial, studiando l’evoluzione dei motori bialbero per il Motomondiale. Un impegno fecondo ma breve, interrotto nel 1957 dalla decisione della Mondial, presa di comune accordo con Moto Guzzi e Gilera, di ritirarsi dalle competizioni.

Nel 1959 accettò l’offerta della Bianchi che, appena uscita dal sodalizio Autobianchi, aveva deciso di concentrare i propri sforzi sulle due ruote. Ebbe inizio per Tonti un quinquennio di grande libertà progettuale che lo vide impegnato a mettere in produzione nuovi modelli civili, militari e da competizione.

La pesante crisi del mercato motociclistico, dovuta principalmente alla diffusione dell’automobile, venne affrontata con grande coraggio da Giuseppe Gilera che, sperando in una ripresa del mercato, nel 1965 conferì alla propria azienda buona parte dei beni personali e chiamò il tecnico romagnolo a progettare nuovi modelli. Contrasti con l’azienda sulla mancata produzione in serie del nuovo motore da 500 cc bicilindrico, spinsero Tonti a lasciare la Gilera.

Le nuove occasioni di lavoro non si fecero attendere: nel 1967 la Moto Guzzi era stata presa in gestione dalla SEIMM, società costituita dal gruppo di banche creditrici, e la nuova dirigenza aveva deciso di interrompere la collaborazione con Giulio Cesare Carcano. Allo scopo di rilanciare la gamma e di progettare una moto adatta a rinverdire l’immagine sportiva della Moto Guzzi, venne offerta la direzione tecnica a Tonti, il quale si insediò nel prestigioso ufficio che era stato di Carcano e, prim’ancora, di Naco. Tonti si mise all’opera, assistito da Umberto Todero, per trasformare la “V7” in un modello turistico-sportivo che non temesse confronti nelle produzione di serie: si giunse però ad un modello totalmente diverso, la “V7 Sport“.