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Giovanni Ravelli

Giovanni Ravelli (Brescia, 14 gennaio 1887 – Venezia, 11 agosto 1919) è stato un motociclista e aviatore italiano.

Si distinse prima nelle competizioni ciclistiche e poi in quelle motociclistiche, vincendo importanti gare e arrivando a diventare celebre in Spagna dove vinse il concorso motociclistico di Madrid, con il soprannome il diavolo italiano per la sua spericolatezza. Nel suo palmarès è presente la vittoria del circuito d’Italia della Gazzetta dello Sport e la vittoria del circuito del Motoclub di Brescia.

Nel 1911 si iscrisse alla “Scuola di aviazione Deperdussin” vicino Reims, in Francia, dove conseguì il brevetto di aviatore; conseguì il brevetto di pilota militare sull’aeroporto di Torino-Mirafiori nel giugno 1914.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò come marinaio semplice nella Regia Marina, e fu impiegato dal 1917 come volontario motonauta pilota di idrovolanti, promosso 2° Capo macchinista nel 1918, poi guardiamarina e successivamente sottotenente per meriti di guerra. Partecipò a svariate missioni di guerra per le quali gli vennero conferite tre medaglie d’argento al valor militare.

Durante la guerra, combatté al fianco di Ravelli, un altro pilota pluridecorato: Giorgio Parodi. Insieme al meccanico esperto di motori aeronautici Carlo Guzzi, si accordarono per creare al termine del conflitto una casa motociclistica, di cui Ravelli sarebbe stato testimonial e pilota per le competizioni.

Ma l’11 agosto 1919, al ritorno da un lungo volo di collaudo, si schiantò sul campo d’aviazione veneziano della base navale di S. Nicoletto, a causa dell’improvviso spegnimento del motore in fase di atterraggio del suo Nieuport 11.
I compagni dell’avventura motociclistica decisero di ricordarlo nel simbolo della azienda: nel 1921, infatti, Parodi e Guzzi fondarono a Genova la “Società Anonima Moto Guzzi” e scelsero come logo un’aquila da pilota a ricordo dell’amico scomparso.