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Bruno Ruffo

Bruno Ruffo (Colognola ai Colli, 9 dicembre 1920 – Verona, 10 febbraio 2007) è stato un pilota motociclistico italiano.

La sua carriera nel motociclismo iniziò nel 1937, partecipando ad una gara locale sulla pista di Montagnana dove, in sella ad una vecchia Miller 250, si classificò al secondo posto.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, nell’estate del 1945 acquistò una Moto Guzzi 250, con la quale vinse sul Circuito del Te a Mantova, arrivò al secondo posto a Bologna e nuovamente primo sul Circuito del Polesine. Piazzamenti che lo misero in luce nell’ambiente sportivo, consentendogli di partecipare e vincere il campionato categoria cadetti del 1946, con ben nove vittorie sulle undici gare disputate.

I campionati di prima categoria del 1947 e 1948 furono disputati da Ruffo su Moto Guzzi 250 da privato e dopo la vittoria al GP delle Nazioni di Faenza la casa di Mandello lo chiamò a far parte della squadra ufficiale per la stagione 1949, anno di nascita del Motomondiale. Trionfò nel Gran Premio motociclistico di Svizzera, si classificò secondo al GP d’Irlanda e quarto al GP d’Italia, ma riuscì a vincere il primo titolo mondiale piloti della storia nella classe 250.
Nello stesso anno si aggiudicò anche il titolo di campione italiano di prima categoria, nella medesima classe.

L’anno successivo, l’attività sportiva della Moto Guzzi subì un rallentamento, ma l’azienda consentì comunque a Ruffo di correre per altre case in classi non concorrenti, pur mantenendolo sotto contratto: vinse così il titolo iridato nella Classe 125, in sella ad una Mondial.

Il 1951 vide il ritorno al Motomondiale in forze della Moto Guzzi e Ruffo tornò a gareggiare con la 250 della casa di Mandello del Lario, aggiudicandosi il suo terzo titolo mondiale consecutivo.

Nel 1952 sembrava candidato al quarto titolo iridato, ma un brutto incidente al circuito di Solitude di Stoccarda durante il Gp di Germania lo costrinse al ritiro per l’intera stagione. L’anno successivo corse – sempre su Moto Guzzi 250 – a Mestre e Siracusa, vincendo. Poi, un altro brutto incidente durante le prove del Tourist Trophy, lo spinse ad abbandonare definitivamente le competizioni motociclistiche, per continuare saltuariamente con le corse in automobile fino al 1958.