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Alejandro de Tomaso

Alejandro de Tomaso (Buenos Aires, 10 luglio 1928 – Modena, 21 maggio 2003) è stato un pilota automobilistico e imprenditore argentino, fondatore dell’omonima casa automobilistica.
Figlio di una ricca famiglia italo-argentina (il padre Antonio, nato a Napoli, fu ministro dell’agricoltura argentino negli anni ’30, la madre apparteneva ad una delle famiglie più facoltose del paese sudamericano), iniziò a correre con le automobili fin da ragazzo.

Dopo la vittoria di Juan Perón alle elezioni del 1946 ed il cambiamento del panorama politico argentino, venne coinvolto in un tentativo di colpo di stato e, nel 1954, fu costretto a trasferirsi in Italia, dove cercò di mettere a frutto la sua esperienza nell’automobilismo.
Nel 1955 e nel 1956 fu ingaggiato dalla Maserati e nelle tre stagioni successive corse per la OSCA dei fratelli Maserati, con l’aiuto dei quali impiantò una piccola officina per elaborazione dei motori. Conobbe in quel periodo Elizabeth Haskell, pilota americana e sorella del presidente della Rowan Industries (azienda produttrice di componentistica automobilistica per Ford e GM), che sposò in seconde nozze.

Già nel 1959, grazie all’appoggio finanziario della Rowan Industries, la piccola officina divenne la Automobili De Tomaso, assumendo nel proprio logo la medesima “T” utilizzata come marchio per il bestiame nella fattoria del padre. In breve tempo la Automobili De Tomaso iniziò la costruzione di vetture da competizione destinate ai piloti privati e, nel 1964, anche di automobili gran turismo basate su motori Ford rielaborati.

Nel giro di pochi anni l’imprenditore argentino riuscì a controllare marchi storici come Ghia e Vignale nel settore delle carrozzerie, Innocenti e Maserati in quello automobilistico.

A partire dagli anni ’70 cominciò ad interessarsi anche del settore motociclistico, rilevando prima l’85% del pacchetto azionario della Benelli di Pesaro e, in seguito, subentrando alla SEIMM nella proprietà della Moto Guzzi, costituendo il Gruppo De Tomaso.

La scelta per affrontare un periodo certamente non facile per il settore delle due ruote fu quella di proporre dei modelli – molto simili a quelli delle case giapponesi, ma con qualità meccanica e affidabilità di gran lunga inferiori – con il marchio Moto Guzzi o Benelli, senza esaltare la creatività, l’esperienza e le tipicità dei marchi italiani. Nel 1988 la De Tomaso decise di fondere Moto Guzzi e Benelli dando vita alla Guzzi-Benelli Moto, denominazione che rimase fino al 1996. A difendere la personalità della Guzzi rimase comunque la V7 il cui successo, dopo il fallimento commerciale della quattro cilindri, porterà alla nascita della serie piccola a V che, dal 1977, darà un uovo impulso alle vendite della casa. Punti di forza rimasero le bicilindriche, da 850 e 1000 cc, turistiche e sportive, tra cui la 850 Le Mans.
Nonostante le difficoltà, l’immagine della Moto Guzzi ne uscì rinnovata, anche grazie alla valorizzazione dell’importanza del design.

Nella prima metà degli anni Novanta tutti i marchi della galassia De Tomaso furono venduti: la Maserati e la Innocenti alla Fiat, la Moto Guzzi e la Benelli alla Finprogetti.

Nel 1993 Alejandro de Tomaso venne colpito da un ictus cerebrale; morì dieci anni più tardi, a Modena.