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Aldo Finzi

Aldo Finzi (Legnago, 20 aprile 1891 – Roma, 24 marzo 1944) è stato un militare, dirigente sportivo e politico italiano.

In gioventù si mise in mostra come pilota di moto: fu terzo nel Campionato italiano di motociclismo della classe oltre 500 cc nel 1912 e secondo nella categoria 500 l’anno successivo. Sempre nel 1913 iniziò l’attività politica come consigliere comunale a Badia Polesine, dove aveva nel frattempo avviato una concessionaria di motociclette Rudge-Witworth.

Con l’entrata in guerra dell’Italia, si arruolò volontario nell’esercito come soldato semplice e staffetta motociclista, per diventare pilota di caccia nel 1916. Nel 1918 con la squadriglia “Serenissima” partecipò al raid su Vienna guidato da Gabriele D’Annunzio.

La motocicletta rimaneva una sua grande passione: tra il 1920 e tutto il 1922, partecipò con buoni risultati alla Como-Brunate, al Circuito Valle del Ticino, a tre edizioni della Milano-Napoli ed al Circuito del Lario.
Nel settembre del 1921 portò al debutto nelle competizioni la neonata Moto Guzzi, partecipando alla Milano-Napoli, prova conclusiva del Campionato motociclistico italiano su strada, in sella a una Normale 500 cc.
Corse anche con moto ABC, Rudge e Harley-Davinson.

Insieme al fratello Gino, già vincitore della Targa Florio su Moto Guzzi, si lanciò nell’avventura industriale della Fabbrica nazionale motocicli Maxima, azienda di moto di Voghera, che nel 1922 produsse la Moto Finzi, una bicilindrica a V trasversale di 598 cc a valvole in testa, con un particolare sistema di molleggio della sella e trasmissione a catena carenata. Finzi rinunciò presto all’iniziativa perché sempre più coinvolto nella politica (dopo l’adesione ai fasci di combattimento, era stato eletto deputato nel 1921).

Dopo le dimissioni per le responsabilità nel delitto Matteotti del 1924, si ritirò nella sua azienda agricola di Terracina, dove divenne il maggior produttore di tabacco del Lazio; nel 1942 fu espulso dal partito fascista.

Morì alle Fosse Ardeatine nel 1944.