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Mandello del Lario

Mandello del Lario, precedentemente denominato Mandello fino al 1863, è il comune italiano della provincia di Lecco (in Lombardia) in cui ha sede la Moto Guzzi.

Pur non avendo notizie certe sull’origine di Mandello del Lario, si suppone che il territorio fosse abitato già in epoca preromana.
Nel 222 a.C. dopo la vittoriosa battaglia di Clastidium (oggi Casteggio, nell’Oltrepò Pavese) i Romani marciarono sulla capitale dei Galli Insubri, Mediolanum (Milano), conquistandola e dando così inizio alla colonizzazione del territorio: l’origine romana di Mandello del Lario trova conferme nel fatto che l’urbanistica del borgo a lago ha una disposizione tipicamente romana, ovvero un rigido schema rettangolare simile a quello di un castrum romano.

Nel periodo feudale il borgo di Mandello del Lario divenne un contado rurale dell’alto Milanese. I Conti di Mandello trassero il cognome di famiglia dal nome del borgo: i Mandelli è un casato antichissimo, di primaria nobiltà lombarda.

La città raggiunse il  suo culmine nel Medioevo, di cui si conserva in riva al lago un compatto nucleo architettonico con caratteristiche case porticate. Nel 1160, quando le città italiane pensarono a rendersi indipendenti dall’impero e si formarono i comuni, Mandello del Lario fu tra i primi borghi del Lago di Como ad accogliere la novità amministrativa e si costituì in Comune, con consoli, assemblee e magistrati propri.

Nel 1495 Ludovico Maria Sforza detto “il Moro”, reggente il ducato milanese, annette al suo ducato il feudo di Mandello del Lario e lo infeuda a Gaspare di San Severino.

Nel 1532 nelle acque di Mandello del Lario si verifica un violento combattimento fra gli Sforzeschi e le truppe del marchesato di Musso guidato da Gian Giacomo dei Medici, detto Il Medeghino.
Nel 1797, anno di nascita della Repubblica Cisalpina e di adozione della bandiera tricolore, Mandello del Lario fu il primo comune lariano su cui sventolò la bandiera italiana.
Nel corso dei secoli successivi Mandello del Lario si sviluppò ulteriormente, soprattutto dopo la realizzazione della strada costiera (l’attuale SP72), inaugurata nel 1832 durante la dominazione austriaca.

A metà ottocento, Mandello del Lario si pone alla testa dell’industria siderurgica italiana: nel 1850 circa, la “Badoni&Co di Castello, Mandello e Bellano” ha il suo periodo di massimo splendore; nel 1850 Carlo Ferrario fonda la più antica industria mandellese che ancora oggi produce fusi per la torcitura, esportati in tutto il mondo; nello stesso periodo la famiglia Keller, di origine svizzera, gestisce lo stabilimento omonimo, poi divenuto “Vellutificio Redaelli”.

Nella parte più moderna dell’abitato cominciano a comparire le ville in  stile liberty, che testimoniano la rinomanza turistica del luogo a partire dagli inizi del Novecento.

A partire dal 1921, con la nascita della”Moto Guzzi”, Mandello del Lario diventa celebre per gli appassionati di motociclette: ospita tuttora lo storico stabilimento dell’azienda fondata da Carlo Guzzi. Le vicende, i successi tecnici e sportivi del prestigioso marchio dell’Aquila, che fino al 1957 primeggiò nelle competizioni agonistiche internazionali, sono rievocati nel museo aziendale, con l’esposizione di decine di modelli di motocicli e motori.

Dopo il secondo conflitto mondiale, il paese si afferma come importante centro industriale: nel 1946 Luigi Buzzi fonda la “CEMB”, che opera nella produzione di macchine equilibratrici impiegate in tutti i campi dell’industria e nell’aerospaziale; sempre nel 1946, Arturo Gilardoni fonda la “Gilardoni SpA” che si afferma a livello internazionale nella progettazione e produzione di apparecchiature a raggi X e nucleari; nel 1956 Vittorino Gilardoni fonda la “Gilardoni ing. Vittorio”, conosciuta e apprezzata per la produzione e soprattutto la cromatura dei cilindri dei motori a scoppio.
Già nel 1951 gli abitanti mandellesi sono 6550 e, nel rapporto tra cittadinanza e attività produttive, la “Mandello industriale” risulta essere il primo comune a livello nazionale.